Tags: Stojkovic

La partita che poteva salvare la Jugoslavia

Finisce tutto con un signore di Klis che si ammazza sparandosi alla testa. Sergio Goycoechea, il vero eroe delle Notti Magiche, distende la mano, e la palla destinata alla rete viene respinta. Il mondo che fino ad allora aveva conosciuto frana. L’uomo di Klis non è il più intelligente, è solo il più spaventato. Ha capito che ormai il piano è inclinato. Che la sfera ha iniziato a rotolare e che da allora andrà sempre peggio. Ha paura, più di tutti, e la fa finita.

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Gianni Galleri / 0
sekularac
La notte in cui parlai con Sekularac

Stanotte ho parlato con Sekularac. L’ho incontrato per caso, in una fredda mattina belgradese, nel cuore del parco Tasmajdan. Non c’è da stupirsi, ci sono stati anni in cui era solito trovarsi là. Calcio d’estate e hockey d’inverno, quando la capitale serba resta assopita per via della neve. La domanda, semmai, è cosa ci facessi io a Belgrado, a subire il vento sferzante che senza sosta percorre le strette vie che da Trg Republike portano alla Chiesa di San Marco. Probabilmente chi vive qui non se ne accorge, ma il freddo belgradese ti entra nelle ossa, un po’ come quella dolce malinconia che il cielo bianco sparge sulla città. Le ho provate entrambe tutte le volte che sono stato a Belgrado. Quattro in tutto, sempre lo stesso giorno, sempre negli stessi posti. Quest’anno no, quest’anno ho deciso di non partire. Ho pensato che altrimenti rischierebbe di diventare un’abitudine, e la prima regola da rispettare quando tieni a qualcosa è fare in modo che non lo diventi. Mai.

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Carlo Perigli / 0
milan stella rossa 1988
Nati nella nebbia

Se è vero che un battito di ali di farfalla in Brasile può provocare un tornado in Texas, è altrettanto innegabile che un inaspettato cambiamento climatico in quel di Belgrado abbia giocato un ruolo fondamentale nella storia del calcio europeo, consacrando una squadra che, altrimenti, sarebbe rimasta l'ennesimo esempio sportivo di "bella e incompiuta". "Solo la nebbia", diranno a fine racconto i detrattori di Sacchi, ma i tifosi rossoneri possono stare tranquilli. Non è assolutamente mia intenzione denigrare gli sfavillanti successi di quel Milan, autentica rivoluzione calcistica e giustamente elevato dagli storici della materia a simbolo di un'epoca. Anche i più accaniti però dovranno convenire con me, accettando che prima ancora che nel calcio rivoluzionario professato dal "vate di Fusignano", la genesi della leggenda vada ritrovata in una fitta nebbia, scesa con un tempismo assai improbabile sul Marakana di Belgrado la sera del 9 novembre 1988.

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Carlo Perigli / 0
jugoslavia
Come uccisero il Brasile d’Europa (parte III)

Il 12 settembre 1990 la Jugoslavia inizia le qualificazioni agli Europei del 1992, battendo l’Irlanda del Nord per 2-0. Quello degli slavi del sud è un cammino implacabile, che porterà la Nazionale a passare agevolmente il girone, vincendo 7 delle 8 partite, con 24 gol realizzati e solamente 4 subiti. Oltre a Davor Suker, la Jugoslavia inizierà ad amare anche Darko Pancev, implacabile attaccante che vincerà la classifica marcatori con 10 gol. Numeri impressionanti, stracciati da una storia fatta di nazionalismi, guerre e interventismo occidentale, che spazzeranno via ogni aspetto della società jugoslava, calcio compreso.

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Carlo Perigli / 0
jugoslavia
Come uccisero il Brasile d’Europa (parte II)

Il calcio, almeno da parte di chi lo gioca, per il momento prova a rimanerne fuori. Se dal 1989 le sei Repubbliche accelerano il processo di allontanamento dalla Federazione, la Nazionale rimane coesa. Così, mentre sulla scena politica ed economica iniziano ad affacciarsi i partiti nazionalisti e l’economia liberista, la selezione che si appresta a viaggiare verso l’Italia rimane fedele alla sua identità jugoslava. I giovani sono cresciuti e ora affiancano senatori del calibro diStojkovic, Savicevic e Katanec

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Carlo Perigli / 1
jugoslavia
Come uccisero il Brasile d’Europa (parte I)

Sguardi persi nel vuoto, molti piangono, qualcuno addirittura per il nervosismo rigetta la cena. É la sera del 1 giugno 1992, il Brasile d’Europa è stato appena ucciso da un fax proveniente da Berna. Brasile d’Europa, così veniva chiamata laNazionale di calcio jugoslava verso la fine degli anni ’80, per via di quello straordinario catalogo di estro e fantasia con cui quella generazione faceva sognare un Paese intero, da Lubiana a Skopje.

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Carlo Perigli / 0
Stojkovic
Dragan Stojkovic, il grande rifiuto nella notte di Bari

29 maggio 1991, al San Nicola di Bari va di scena la finale della Coppa dei Campioni. Di fronte all’Olympique Marsiglia, l’armata francese guidata da quel “killer” di Jean-Pierre Papin, c’è la Stella Rossa di Belgrado, un gruppo di ragazzini terribili, folli, guidati ad un mix di tecnica e incoscienza che li porterà dritti nell’olimpo del calcio. È la generazione di Savicevic e Mihajlovic, di Prosinecki, Jugovic e Pancev, ma è sopratutto la squadra segnata dal mito di Dragan ‘Piksi’ Stojkovic, tra i giocatori più amati della storia del club belgradese.

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Carlo Perigli / 0