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Romario, i tre atti del malandro

L'atmosfera è tesa. Bobby Robson utilizza il tono solenne delle grandi occasioni, mentre Frank Arnesen traduce dall'inglese allo spagnolo. In quella stanza, a ridosso del campo di allenamento del Psv Eindhoven, nessuno parla portoghese, e il brasiliano con le lingue straniere non ha mai avuto un grande feeling. Un po' come con tutte le cose che richiedessero un minimo di impegno. «Romario - esordisce Robson - la devi smettere di andartene dal campo di allenamento, e sopratutto devi metterti in testa che il venerdì sera non puoi uscire». È l'ennesimo incontro tra i due, conviventi sotto lo stesso tetto ma abitanti di due mondi completamente agli antipodi.

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Carlo Perigli / 0