Category: Storie (in)dimenticate

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Ajax-Liverpool 1966: l’Infinito che venne fuori dalla nebbia

Vennero fuori dalla nebbia. Come in un horror-movie di serie B. Gli altri non avevano neanche il tempo di rendersi conto di cosa diavolo stesse accadendo, che quelli crossavano e tiravano in porta, si sovrapponevano sulle fasce e dribblavano i rossi come birilli.

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Lorenzo Latini / 0
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Risalire la corrente: Alberto Ginulfi, dal banco del pesce a Pelé

Mentre l’angelo nero in maglia bianca raccoglie il pallone per sistemarlo sul dischetto, Alberto pensa al salmone. Sì, ha davanti a sé Edson Arantes do Nascimento, meglio noto al mondo come Pelé, ma lui pensa ai salmoni. Conosce la loro storia, perché li ha venduti – insieme ad orate, spigole, calamari e “mazzancolle” – dai dodici ai venti anni, quando lavorava al banco del pesce della zia in Piazza Vittorio.

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Lorenzo Latini / 0
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Un tulipano in due

Solo arancio. A perdita d’occhio. E solo profumo. Così intenso da penetrare in ogni piccola fessura della più piccola casa del più lontano paese. Il campo di tulipani che ho davanti agli occhi è così: perfetto, preciso, esatto

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Claudia Moretta / 0
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Die Sehnsucht des Lothars: ode a Matthäus

Il classico gioco dei luoghi comuni sui vari popoli ci porta a considerare i tedeschi come persone efficienti, quadrate, fredde; in una parola, serie. Niente di più sbagliato, come sempre quando si generalizza. Questa concezione del teutonico glaciale e quasi incapace di provare emozioni è infatti stata smentita più volte dalla storia e, soprattutto dall’arte. Basti pensare al movimento letterario dello “Sturm und Drang” (“Tempesta e impeto”), sorto nella seconda metà del ‘700, e poi sfociato nel Romanticismo. La rivalutazione dell’irrazionalità, del sentimento e più in generale della dirompente forza emotiva dell’interiorità è riconducibile ad una parola centrale nel movimento romantico, in Germania come nel resto del mondo: Sehnsucht.

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Lorenzo Latini / 0
Come Dennis Bergkamp
Come Dennis Bergkamp, come Lorenzo, come ciascuno di noi

Amore, precariato, musica e calcio: non stiamo forse parlando in fondo della stessa cosa? Non condividono forse la passione, sia per necessità o per virtù, come minimo comune denominatore? In fondo, se ci pensiamo bene, sono proprio loro a scandire la quotidianità di molti di noi, tra delusioni ed esaltazioni. E proprio su queste quattro direttrici Lorenzo Latini ha deciso di strutturare “Come Dennis Bergkamp, o l’amore ai tempi del giornalismo sportivo precario”, raccontando in prima persone le avventure – più o meno autobiografiche – di un giovane giornalista che cerca di costruire passo dopo passo la propria vita.

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Carlo Perigli / 0
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Coppe d’oriente: Far East Games

Siamo nel 1913, a Manila, capitale delle Filippine si svolge la prima edizione dei Far East Games, gli antenati dei giochi Asiatici. Alla manifestazione calcistica prendono parte solamente due nazionali. Nell’unica partita disputata le Filippine trionfano per 1-0 sulla Cina, aggiudicandosi così la prima edizione del trofeo. Fondamentalmente fu un incontro fra club, dato che la nazionale cinese era composta esclusivamente da giocatori del South China Athletic Association di Hong Kong, mentre la compagine delle Filippine annoverava fra le proprie fila i campioni del Bohemian Club di Manila. La vittoria delle Filippine fu contestata, in quanto il Bhoemian si componeva di giocatori spagnoli, americani e inglesi, il che andava contro le regole del torneo.

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admin / 0
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Dragiša Binić e le verticalizzazioni della storia

La Storia in qualche modo funziona come il calcio. Ci sono lunghi momenti interlocutori, dove non succede niente, e poi ci sono brevi istanti in cui tutto accade e cambia per sempre quello che era prima, trasformandolo e dandogli una nuova forma, una differente condizione. La Storia verticalizza gli eventi e li trasforma in rete. Nell’aprile del 1991, uno sterminato mare verde cresceva florido nelle pianure che circondano Vukovar. «Era un anno fertile per il grano, come mai in passato: era tutto in abbondanza». La Fortezza del Lupo (traduzione letterale del nome della città) dominava le terre circostanti, fino alle foreste dalle quali arriva ancora oggi uno dei legnami più pregiati per le botti nelle quali invecchiano i nostri vini: il rovere di Slavonia.

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Gianni Galleri / 0
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La schiacciante maggioranza bulgara: il calcio nella terra di Stoichkov e Asparuhov

Un corpo senza vita appeso a una corda. Le autorità si scambiano occhiate di approvazione. Adesso bisogna essere veloci a rimuovere il palco: era necessario far vedere a tutti la fine dell’uomo, ma non si deve assolutamente creare un luogo di pellegrinaggio. Il cadavere va fatto sparire, con lui si dilegueranno anche i conati rivoluzionari e la Bulgaria rimarrà parte integrante dell’Impero ottomano. Quella appena raccontata fu la fine di Vasil Ivanov Kunchev, l’Apostolo della Libertà, insegnante, monaco ortodosso, ideologo del risveglio nazionale bulgaro, catturato dai turchi a Lovech, impiccato il 18 febbraio 1873 a Sofia, e noto al mondo come Vasil Levski.

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Gianni Galleri / 0
«Stanley Matthews, ce la fa a giocare un altro paio di stagioni?»

Il calcio è metafora della vita: ogni espressione, ogni gesto tecnico, ogni scivolata, ogni esultanza e ogni fallo da dietro trovano un loro corrispettivo nella quotidianità della nostra esistenza. Non tutti riescono a comprendere questa cosa. «Non capisco cosa ci trovi di così entusiasmante in ventidue ragazzini strapagati in calzoncini che corrono dietro ad un pallone», ti dicono. E’ il loro topos, il luogo comune dietro cui lasciano intravedere una sfumatura di compassione nei confronti di questi poveri idioti che ogni domenica fremono e gioiscono e bestemmiano per una vittoria o per una sconfitta. È una questione antica come è antico questo sport. Il sottoscritto, quando si trova alle prese con questo tipo di persone, ricorre sempre alla stessa arma: Stanley Matthews.

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Lorenzo Latini / 0
Cina e pallone: la mia strana ricerca del calcio nella terra del Dragone

Disclaimer. Questo racconto non vuol essere esaustivo della situazione cinese. E’ solo la mia diretta esperienza in un mondo calcistico in rapida evoluzione e crescita. E’ quello che ho visto e sentito con i miei occhi e le mie orecchie e per tanto sarà parziale e non rappresentativo di tutta la nazione.

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Gianni Galleri / 0