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Col numero 8 stampato sulla schiena

“Capisci, a un certo punto è una voragine. Un buco nero. Voglio dire, un vero buco nero, cazzo. Ti guardi allo specchio al mattino e non vedi che quello. Non riesci più a vedere te. Certo, continui a fare le stesse cose di sempre. Ti vesti, baci i figli, la moglie, vai agli allenamenti, mangi, dormi, trasferte, partite, ma non sai perché lo stai facendo. Cioè, è normale, è abitudine. Come respirare. Ma poi arrivi al giorno in cui ti svegli e tutto è fatica. Ti costa fatica respirare, ti costa fatica alzarti, guardarti allo specchio, vestirti, baciare i bambini, baciare tua moglie, andare agli allentamenti, alle trasferte, alle partite. Dev'essere lì che mia moglie ha deciso di andarsene. Ma non ne sono sicuro. Non ci giurerei. Forse era una decisione che aveva maturato già parecchio tempo prima e quel, come chiamarlo, quel burrone in cui ero caduto, non era stata che l'occasione.

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