Monthly Archives: febbraio 2017

binic
Dragiša Binić e le verticalizzazioni della storia

La Storia in qualche modo funziona come il calcio. Ci sono lunghi momenti interlocutori, dove non succede niente, e poi ci sono brevi istanti in cui tutto accade e cambia per sempre quello che era prima, trasformandolo e dandogli una nuova forma, una differente condizione. La Storia verticalizza gli eventi e li trasforma in rete. Nell’aprile del 1991, uno sterminato mare verde cresceva florido nelle pianure che circondano Vukovar. «Era un anno fertile per il grano, come mai in passato: era tutto in abbondanza». La Fortezza del Lupo (traduzione letterale del nome della città) dominava le terre circostanti, fino alle foreste dalle quali arriva ancora oggi uno dei legnami più pregiati per le botti nelle quali invecchiano i nostri vini: il rovere di Slavonia.

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Gianni Galleri / 0
baggio
Roberto

Affinità e divergenze fra il Divin Codino e noi al conseguimento del mezzoRoberto Baggio è una fenice. Brucia, muore e da quelle ceneri risorge. Quello più famoso l'ha fatto una volta, Roberto Baggio ben quattro. Prima volta: ha deluso tutti, è andato a Torino, lasciando la Fiorentina. E' vero c'erano tanti soldi di mezzo e la possibilità di vincere, ma ha comunque tradito i suoi tifosi. E' il 6 aprile 1991, la Fiorentina vince 1-0 gol di Fuser. Rigore per la Juventus. Baggio non lo vuole tirare, viene sostituito. Calcia De Agostini: sbaglia. Mentre esce Roberto raccoglie una sciarpa viola. La pace è fatta. Seconda volta: l'Italia, che fino ad allora ha fatto poco meno che ridere, è sotto di un gol con la Nigeria. secolo di età

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admin / 0
maestrelli
Sangue nero di calamita

È bastato un taglio. Sulla punta dell’indice destro. Niente di doloroso, niente di problematico o preoccupante. Eppure quella piccola ferita aveva cambiato la vita di Tommaso per sempre. La goccia di sangue che ne uscì, infatti, era nera. Non rosso scuro, non sangue pesto, non violacea. Nera. Il respiro gli si era bloccato in gola, gli occhi fissavano quella goccia che dall’indice colava sul palmo della mano per poi scivolare lateralmente fino a creare una piccola macchia sul pavimento. Non era riuscito a muoversi per almeno un paio di minuti. Immobile solo a guardare, fissare, domandarsi, capire.

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Claudia Moretta / 0