Monthly Archives: gennaio 2017

Susic
Safet Susic, meravigliosamente diverso

«Benchè sia una città, Sarajevo ha l'anima di un villaggio». In "La Bosnia e l'Erzegovina", seconda tappa del reportage nei Balcani scritto tra il 1935 e il 1938, è probabile che Rebecca West abbia colto appieno l'anima più limpida della capitale bosniaca. Perchè, spiegava, a differenza di quanto avviene quando si confrontano piccoli e grandi centri, nella capitale bosniaca i «passaggi della mente», così come avviene per i fiumi e l'aria, non si inquinano, non tendono a indebolirsi. E la religione, spiegava l'autrice, non rappresenta un'eccezione, ma «irriga la città e la rende fresca come una rosa».

Read more
Carlo Perigli / 0
tony adams
Tony Adams, il sorriso alla fine del tunnel

Il gigante con la maglia numero 4 vede un buco nella difesa dell'Everton e ci si fionda dentro correndo a grandi falcate. Sembra quasi che i suoi si trovino sotto, e non in vantaggio per 3-0 ad un giro di lancette dal 90', tanta è la rabbia, la determinazione agonistica, la forza di volontà con cui si butta in avanti il difensore centrale. Ha quasi trentadue anni, ma in quel momento corre come un ragazzino, come un'ala ventenne smaniosa di fare bella figura. Tony Adams corre come chi è riuscito a scappare dall'inferno e non ha alcuna intenzione di tornarci.

Read more
Lorenzo Latini / 0
bulgaria
La schiacciante maggioranza bulgara: il calcio nella terra di Stoichkov e Asparuhov

Un corpo senza vita appeso a una corda. Le autorità si scambiano occhiate di approvazione. Adesso bisogna essere veloci a rimuovere il palco: era necessario far vedere a tutti la fine dell’uomo, ma non si deve assolutamente creare un luogo di pellegrinaggio. Il cadavere va fatto sparire, con lui si dilegueranno anche i conati rivoluzionari e la Bulgaria rimarrà parte integrante dell’Impero ottomano. Quella appena raccontata fu la fine di Vasil Ivanov Kunchev, l’Apostolo della Libertà, insegnante, monaco ortodosso, ideologo del risveglio nazionale bulgaro, catturato dai turchi a Lovech, impiccato il 18 febbraio 1873 a Sofia, e noto al mondo come Vasil Levski.

Read more
Gianni Galleri / 0
«Stanley Matthews, ce la fa a giocare un altro paio di stagioni?»

Il calcio è metafora della vita: ogni espressione, ogni gesto tecnico, ogni scivolata, ogni esultanza e ogni fallo da dietro trovano un loro corrispettivo nella quotidianità della nostra esistenza. Non tutti riescono a comprendere questa cosa. «Non capisco cosa ci trovi di così entusiasmante in ventidue ragazzini strapagati in calzoncini che corrono dietro ad un pallone», ti dicono. E’ il loro topos, il luogo comune dietro cui lasciano intravedere una sfumatura di compassione nei confronti di questi poveri idioti che ogni domenica fremono e gioiscono e bestemmiano per una vittoria o per una sconfitta. È una questione antica come è antico questo sport. Il sottoscritto, quando si trova alle prese con questo tipo di persone, ricorre sempre alla stessa arma: Stanley Matthews.

Read more
Lorenzo Latini / 0