Monthly Archives: aprile 2016

sarajevo
Lo psichiatra dei giganti, da Sarajevo al tribunale dell’Aja

Il preparatore psicologico si passa una mano fra i capelli. Sono folti e l’attaccatura è bassa. Nonostante sembrino tagliati da poco, non accennano a rispettare la piega imposta solo poche ore prima. Sono scuri, ma una spruzzata di bianco inizia a colorarli e a raccontare al mondo che il tempo sta passando. L’accento montenegrino è chiaro nelle parole di chi parla. Le orecchie di chi ascolta sono completamente assorte dal suono del mantra che egli sta ripetendo. E nulla importa che sullo sfondo si levino attenuati ma continui i cori. Lo spogliatoio è ben isolato. Fuori il Kosevo è una bolgia.

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Gianni Galleri / 0
campos
Tutti i colori del mare

«Lo conosci il mare?» «Certo che lo conosco» «E come fai a dirlo con certezza?» «Lo cavalco tutti i giorni, con la mia tavola da surf» «E quindi lo conosci?» «Sì, te lo ripeto. So quando arrivano le onde, quelle grandi, quelle che ti fanno andare a tutta velocità e sentirti il vento forte sul viso» «Di che colore è il mare?» «Ma che domanda? È chiaro che è blu, ti potrebbe rispondere anche un bambino. Forse anche chi il mare non lo ha mai visto in vita sua» «Risposta sbagliata»

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Claudia Moretta / 0
valderrama
Carlos Valderrama, il sospiro di un’emozione

Gli abitanti di Santa Marta, che quotidianamente e per i motivi più disparati passano davanti all’Estadio Eduardo Santos, osservano la statua posta a pochi metri. Si fermano, sospirano, sorridono e proseguono il loro cammino. Anche il turista europeo, che in quella terra può godersi contemporaneamente le bellezze della Sierra Nevada de Santa Marta e le splendide spiagge, avvolte dallo splendore del Mar dei Caraibi, passando da quelle parti non può permettersi di restare indifferente. Non ha bisogno di chiedersi nulla riguardo all'identità del soggetto rappresentato, né tantomeno il perché della sua presenza. Lo riconosce subito, perché il fascino espresso da quell'enorme chioma bionda e riccioluta e quei baffi ingombranti in Colombia rispondono a un solo nome, che per anni ha affascinato e fatto sognare l’intero Paese sudamericano.

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Carlo Perigli / 0
milla
Roger Milla, la danza del gol

Non c’è il momento della felicità. Non c’è la gioia, l’allegria e la contentezza. Tutto è in bianco e nero. Ci si alza presto, si va a lavoro, si fa il proprio dovere e si rientra a casa. Il papà di Roger esce tutte le mattine. Fischia, sale sul suo treno e gira il paese. A volte la sua famiglia lo segue e Roger spera sempre di vedere qualcosa di nuovo, di diverso. Qualcosa di esplosivo. Il treno corre e gli occhi non intercettano altro che grigio, teste basse e il dovere che si compie. Tutto uguale, tutto ripetitivo. Più che affacciato a un finestrino, Roger pensa di essere in uno di quei cinema scadenti dove la pellicola si blocca e rimanda mille volte la stessa sequenza. Vorrebbe alzarsi, dare un calcio al proiettore e vedere finalmente la scena conclusiva, il lieto fine.

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Claudia Moretta / 0