Monthly Archives: gennaio 2016

milan stella rossa 1988
Nati nella nebbia

Se è vero che un battito di ali di farfalla in Brasile può provocare un tornado in Texas, è altrettanto innegabile che un inaspettato cambiamento climatico in quel di Belgrado abbia giocato un ruolo fondamentale nella storia del calcio europeo, consacrando una squadra che, altrimenti, sarebbe rimasta l'ennesimo esempio sportivo di "bella e incompiuta". "Solo la nebbia", diranno a fine racconto i detrattori di Sacchi, ma i tifosi rossoneri possono stare tranquilli. Non è assolutamente mia intenzione denigrare gli sfavillanti successi di quel Milan, autentica rivoluzione calcistica e giustamente elevato dagli storici della materia a simbolo di un'epoca. Anche i più accaniti però dovranno convenire con me, accettando che prima ancora che nel calcio rivoluzionario professato dal "vate di Fusignano", la genesi della leggenda vada ritrovata in una fitta nebbia, scesa con un tempismo assai improbabile sul Marakana di Belgrado la sera del 9 novembre 1988.

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guerrero
Julen Guerrero, amore vero

Elegante e triste, come sempre ormai, osserva dalla panchina la sua squadra soccombere per 3-0 contro l'Osasuna. Quando l'Athletic perde, Julen Guerrero soffre. Come gli altri, anzi no, il suo è un sentimento che viene difficile paragonare anche con le altre bandiere che hanno deciso di legare il loro nome ad una squadra. È un'altra storia, perchè Guerrero è cresciuto a Bilbao, dove il calcio è la sublimazione sportiva dell'amore verso la propria terra. Lui è il capitano basco di una squadra di baschi, la rappresentazione di un sentimento di appartenenza che - per chiarezza - niente ha a che vedere con i rigurgiti xenofobi che altrove cercano di vantare impossibili "parentele".

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roy keane
“Il secondo tempo”, Roy Keane come (non) te lo aspetti

Quando mi hanno regalato "Il secondo tempo", di Roy Keane e Roddy Doyle - si poteva fare una scelta più azzeccata - non avevo in mente di scriverne. Non perchè fossi scettico, anzi. Sapevo di avere tra le mani qualcosa di diverso dalla biografia del solito calciatore che dopo il ritiro cerca in tutti i modi di risultare interessante, magari raccontando storie di scarsissimo interesse sportivo. Ma per quanto apprezzassi Roy Keane per la sua passione per il calcio e per la sua schiettezza, mai avrei pensato di rimanere tanto sorpreso da questo libro. Più che Keane, in queste 320 pagine magistralmente messe insieme dalla sapiente penna di Roddy Doyle - c'è Roy, che ti si mette seduto di fronte e ti racconta la seconda parte della sua vita.

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fowler
Robbie Fowler, dalla parte giusta

A volte c'è bisogno di scegliere, tra quello che sei e quello che vorrebbero tu fossi. Tra il mondo in cui vieni e quello in cui sei approdato. Tra Toxteth, sobborgo di Liverpool dove crescere in fretta assume i caratteri della necessità, e il calcio patinato, quello delle copertine e dei grandi marchi, dello show business in cui, se vuoi esserci, non devi mai uscire dal seminato. Robbie Fowler lo sa, se non fosse stato per quel dono casualmente concessogli da madre natura, quella vita da sogno non sarebbe mai stata la sua. È giovane, ricco e con una passione smodata per le donne e per i club, vizi che coltiva assiduamente insieme al suo amico di sempre, a quel Steve McManaman che da una vita condivide con lui lo spogliatoio, il prato di Anfield e la vista dell'alba dopo una notte non proprio degna di un calciatore professionista.

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falcao
Paulo Roberto Falcão, un re in punta di piedi

Roma, 10 agosto 1980: una calda estate si prepara ad accogliere la notte di San Lorenzo. Quella delle stelle cadenti, dei desideri espressi, delle colline che si fanno sfondo di romantiche serate col naso all'insù. Così, anche i cittadini capitolini, come gli altri, alzano lo sguardo verso il cielo, con la speranza di vedere realizzati i loro sogni più belli. Ma in questa parte dell'urbe non ci sono colline, nè tantomeno stelle cadenti. Il romanticismo, sì, quello c'è, espresso in larga scala da quelle 5000 persone che con passione scrutano il cielo di Fiumicino, col cuore che palpita in attesa di scorgere nel cielo quel sogno coltivato per un'intera estate: «Eccolo, è lui, quello è l'aereo che viene da Rio. Lì dentro c'è Paulo Roberto Falcão».

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